“Io sono Energia”: le origini del mio lavoro e il perché di questo nome. Lì, dove tutto ha inizio.
- Alessia Notari

- 17 apr 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 2 giorni fa

Avrei potuto chiamare questo spazio semplicemente con il mio nome. Sarebbe stato più immediato, forse anche più riconoscibile. Eppure ho scelto Io sono Energia, perchè questo nome racconta esattamente ciò che incontro ogni giorno nel mio lavoro, attraverso la Regressione alle Vite Passate, il Reiki e il suono: quel contatto diretto con qualcosa che non si vede, ma che si percepisce chiaramente quando inizi ad ascoltare davvero.
Non è stata dunque una scelta di marketing, ma qualcosa di molto più profondo: una presa di posizione, una dichiarazione identitaria che è maturata nel tempo, attraverso lo studio, l’esperienza e, soprattutto, l’ascolto.
“Io sono Energia” è il filo invisibile che ha iniziato a collegare tutto ciò che ho incontrato nel mio percorso: insegnamenti antichi e moderni, visioni spirituali apparentemente lontane tra loro, eppure sorprendentemente convergenti. Tradizioni diverse, linguaggi diversi, ma un messaggio che ritorna, costante: non siamo solo ciò che vediamo. Siamo parte di qualcosa di più ampio, un campo vivo, dinamico, in continua trasformazione, che attraversa ogni cosa, noi compresi. Anche in ambito scientifico questa visione ha trovato eco, perchè già con Albert Einstein si è aperta la possibilità di osservare la materia non come qualcosa di separato, ma come espressione di un campo energetico più ampio.
Per molto tempo questa è stata per me una comprensione mentale, qualcosa che studi, che ti affascina, che senti “giusto”, ma che rimane, in qualche modo, distante. Poi, lavorando con la Regressione alle Vite Passate, ho iniziato a osservare qualcosa di diverso. Quando una persona entra in quello stato naturale di concentrazione focalizzata e lascia emergere immagini, sensazioni, memorie, accade spesso un passaggio sottile ma potente: smette di percepirsi come un frammento isolato e inizia a riconoscersi come parte di un flusso.
È un riallineamento che accade nel silenzio della mente, e cominci a vedere con più chiarezza ciò che oggi ti blocca davvero, anche quando fino a poco prima sembrava confuso, distante o impossibile da afferrare. E allora “Io sono Energia” smette di essere un concetto e diventa un’esperienza. Non è più un’idea da capire, ma qualcosa che inizi a sentire.
Questo è il punto di incontro tra ciò che ho studiato e ciò che vivo nel mio lavoro. Nel tempo ho iniziato a riconoscere una coerenza profonda tra insegnamenti anche molto diversi tra loro. Gesù parlava di una connessione diretta con la fonte, ricordandoci che la nostra esistenza è intimamente legata all’amore e alla luce. Il Buddha ci ha mostrato che tutto è interconnesso, che la vita è un flusso continuo in trasformazione, e che riconoscere la nostra vera natura è ciò che permette di liberarci. La tradizione Zen invita a fare un passo ancora più essenziale: vivere la realtà così com’è, nel momento presente, lasciando cadere le illusioni dell’ego e ritrovando la semplicità di ciò che siamo, respiro dopo respiro.
Anche nel pensiero contemporaneo questo richiamo è rimasto vivo. Wayne Dyer parlava dell’“Io Sono” come di una dichiarazione potente, capace di riportarci alla nostra essenza più autentica e alla possibilità di essere co-creatori della nostra realtà. Louise Hay ci ha insegnato che dentro di noi esiste un potere trasformativo profondo, mentre Eckhart Tolle ha riportato l’attenzione su ciò che è sempre accessibile: la presenza, l’adesso, quella dimensione in cui l’identità si scioglie e rimane solo consapevolezza.
In tutte queste visioni, pur così diverse tra loro, ritrovo lo stesso nucleo: l’idea che non siamo separati, ma parte di un campo più ampio, vivo, in continua evoluzione. Dire “Io sono Energia” nasce anche da qui. Non come un concetto da comprendere, ma come un riconoscimento che, quando arriva, cambia il modo in cui ti guardi, guardi la tua storia e ciò che stai vivendo ogni giorno. E non è necessario aderire a una visione specifica per coglierne il senso, basta fermarsi un momento e osservare ciò che accade dentro di te quando smetti di identificarti solo con la superficie.
Nel mio lavoro, questa consapevolezza non resta teoria, ma diventa direzione. Se la Regressione alle Vite Passate è il cuore di questo percorso, e quel luogo in cui le storie si svelano e ciò che è rimasto in sospeso può finalmente emergere, tutto il resto nasce per sostenere e integrare questo movimento. Il Reiki, le Antiche Campane Tibetane e i percorsi di crescita personale online non sono elementi separati, ma strumenti che accompagnano questo processo, offrendo la possibilità di stabilizzare con più armonia ciò che si sta svelando ai tuoi occhi, favorendo il consolidamento di quella sensazione di allineamento che spesso, da sola, richiederebbe più tempo per radicarsi nella quotidianità.
“Io sono Energia” è quindi un invito, ma non nel senso astratto del termine. È un invito concreto a spostare lo sguardo, a passare dal tentativo di controllare tutto con la mente alla possibilità di ascoltare davvero ciò che si muove dentro di te. Non per aggiungere qualcosa a chi sei, ma per togliere ciò che, nel tempo, ha coperto quella parte più autentica e vitale di te.
Se sentirai il richiamo di approfondire questo ascolto, sarò felice di accompagnarti in questo percorso, nel mio studio a Roma o anche a distanza. Non c’è nulla da dimostrare e nulla da forzare. Solo uno spazio in cui iniziare, con semplicità, a riconoscere che ciò che stai cercando non è qualcosa da trovare fuori, ma qualcosa che, in silenzio, sta già cercando te.
Per chi cerca strumenti di risveglio e consapevolezza: #ilprontosoccorsodellanima



