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In una scala da 1 a 10, quanto sei consapevole dei tuoi valori?

  • Immagine del redattore: Alessia Notari
    Alessia Notari
  • 9 apr
  • Tempo di lettura: 7 min

Aggiornamento: 4 mag


​Sii onestə: se dovessi rispondere proprio ora, senza pensarci troppo, sentiresti una certezza assoluta o ti accorgeresti che definire ciò che ti guida davvero è più complesso di quanto sembri?


​A volte, dietro a parole come "libertà" o "rispetto", che leggiamo ovunque sui social, si nasconde un’incertezza sottile. Il rischio non è non avere valori, ma confondere i propri con i concetti che abbiamo assorbito dagli altri, fino a non distinguere più la nostra voce da quella di chi è venuto prima di noi.


Perché se non sai cosa guida davvero ogni tua singola scelta,

non sei tu a guidare la tua vita:

stai solo reagendo ad un ingranaggio che gira senza sosta,

convincendoti che sia questa la realtà.

​Ti sei mai fermatə quindi ad osservare se i passi che compi ogni giorno sono davvero i tuoi, o se stai solo ricalcando impronte lasciate da qualcun altro?


​Proviamo per un istante a cambiare prospettiva. Se ti dicessi che ogni singola esperienza che stai facendo, da quando sei natə a oggi, non è altro che una scuola per la tua evoluzione? Immagina che ogni sfida, ogni incontro e persino ogni momento di smarrimento siano capitoli necessari di un libro scritto apposta per portarti verso una consapevolezza interiore più profonda.


​Da questa angolazione, la domanda più urgente non è quindi “cosa devo fare domani”, ma un interrogativo molto più potente e disarmante:


“Chi sono io veramente? E quali sono i miei valori?”


​Viviamo confondendo la nostra identità, quella vera, quella che ci fa sorridere, sentirci vivə e serenə, con i vestiti che indossiamo per stare nel mondo. In questo spazio, vorrei andare oltre il tuo essere madre o padre, figliə o oltre a quella versione di te che sente di dover essere "brava" o "bravo" a tutti i costi per sentirsi all’altezza delle aspettative altrui.


Voglio parlare ora alla tua parte più autentica, quella che resta quando chiudi la porta di casa, spegni il telefono e la maschera sociale che indossi ogni mattina scivola via. E voglio che facciamo insieme un semplicissimo esercizio, proprio ora. Immagina di essere qui, in questo istante, spogliatə di ogni ruolo. Senza il peso di dover essere madre, padre, figliə o collega. Riesci a percepirlo? In questo vuoto fertile stai contattando la tua parte più intima. Sei di fronte a te stessə e, forse per la prima volta nella vita, puoi definire i tuoi valori in ordine di importanza, quelle verità che guidano la tua vera essenza, dimenticando per un attimo tutto ciò che ti è stato consegnato alla nascita come l'unica opzione possibile.


​Facciamo un esempio concreto per capire meglio quanto questo argomento tocchi tutti noi da vicino: hai mai forse dichiarato a gran voce di desiderare la "libertà", ma ti sei ritrovatə incastratə in situazioni, lavori o relazioni che ti soffocano? O quante volte hai messo la "sicurezza" al primo posto, solo per scoprire, anni dopo, che quel porto sicuro era diventato una prigione dorata?


​Questo attrito deriva dal fatto che spesso i valori che sbandieriamo sono solo "eredità" di altri che abbiamo accettato per amore, per sopravvivenza o per un malinteso senso del dovere. E ti sei mai resə conto che questo disallineamento si manifesta in modo estremamente semplice, quasi quotidiano? Non serve un grande dramma per accorgersi di essere fuori asse.


​Quanti di noi, ad esempio, si sono sentiti costretti a partecipare a pranzi di famiglia interminabili, quando l’unico reale desiderio era andare al mare con le amiche, guardare la partita in santa pace o semplicemente restare in pigiama a leggere un libro?

​Ed ecco il cortocircuito che scatta inesorabilmente tra il mio valore e quello imposto dall’esterno. Qualcuno potrebbe adesso obiettare: “Ma Alessia la tua libertà finisce dove inizia quella dell'altro! Non è un dovere verso chi ci ama esserci, anche se costa fatica o qualche rinuncia?”. ​Sì, questa riflessione è assolutamente lecita e comprensibile, ma occhio perché in essa si nasconde un meccanismo estremamente insidioso:


l’illusione dell’equivalenza tra

il compromesso amorevole ed il sacrificio svuotante!


​Quando scegliamo di assecondare un desiderio altrui per amore, stiamo facendo un dono. Ma un dono, per essere tale, deve partire da una libera scelta. Se invece partecipiamo a un rito spinti da una pressione esterna o da un senso del dovere che non ci appartiene, non stiamo onorando l'altro e tanto meno noi stessə. In quel momento stiamo solamente offrendo un guscio vuoto, portando a tavola una maschera carica di silenzioso disagio.


​Perché è importante consapevolizzare che onorare chi amiamo non significa annullare la propria gerarchia di valori. Al contrario, significa costruire relazioni basate sulla verità, invece che sulla recitazione. Il vero rispetto per l’altro inizia dal rispetto per i nostri confini sacri: solo quando siamo consapevoli dei nostri valori e siamo realmente allineati ad essi possiamo donare una presenza reale, e non un semplice esserci fisico che, a lungo andare, logora ogni legame più di quanto non lo protegga.


​Recitiamo copioni già scritti, diciamo di 'sì' a inviti o situazioni perché siamo convintə che sia la cosa giusta da fare, la scelta 'buona' per eccellenza. Ma la verità è che non può essere la cosa giusta per te se calpesta chi sei ed i valori in cui credi. E quando inizi a riconoscere queste piccole verità, capisci che non stai tradendo nessuno: stai solo smettendo di vivere scollegata da te stessə e stai finalmente iniziando a tornare a casa.


​Interessante al riguardo è come la scienza del comportamento incontra la nostra natura più profonda. La PNL (Programmazione Neuro-Linguistica) definisce queste dinamiche come una dissonanza cognitiva, quel conflitto interno lacerante che esplode quando le tue azioni quotidiane calpestano i tuoi valori. Perché i nostri valori non sono solo concetti poetici da scrivere su un diario, sono veri e propri filtri neurologici.


​Sono loro a determinare cosa il tuo cervello decide di vedere, a cosa prestare attenzione e cosa ignorare. Quindi se il tuo filtro principale è ad esempio la "coerenza" ma la tua vita è sottomessa a un compromesso continuo, il tuo sistema biologico reagirà mandandoti segnali di allarme come ansia, stanchezza cronica, senso di vuoto. Quindi non sei tu che "non funzioni", perché il tuo malessere è solo il segnale che cerca di comunicarti che stai proteggendo i confini di qualcun altro invece dei tuoi.


​Il tuo sistema ti parla ogni volta che metti in atto questo disallineamento e urla quando diventa insostenibile. E non lo fa con un’e-mail, ma attraverso il linguaggio del corpo. Senza alcuna pretesa di diagnosi medica, possiamo imparare a osservare questi segnali non come semplici disturbi, ma come indicatori profondi del nostro stato di allineamento interiore. Sono messaggi che la scienza del comportamento e la PNL studiano da decenni come risposte a un conflitto tra ciò che viviamo e ciò che siamo realmente.


Ascoltarli significa smettere di ignorare la verità che portiamo dentro.


Riconoscere i tuoi valori personali - quelli autentici, quelli che senti pulsare sotto la pelle - è l'unico modo per riprendere in mano il timone della tua esistenza. Anche perché in termini di lavoro su di sé, questo disallineamento abbassa la tua frequenza vibratoria e ti svuota letteralmente di energia vitale.


Definire cosa è importante per te oggi è la prova tangibile che la tua evoluzione è nelle tue mani.


Nel mio lavoro di ricercatrice e guida per la crescita personale, il recupero dei propri valori rappresenta la vera chiave di volta nel percorso di trasformazione.

​Tra le tecniche che propongo, utilizzo spesso l'Allineamento Reiki proprio perché mira a questo obiettivo: favorire una maggiore risonanza con il percorso che l'anima ha scelto, aiutando i valori autentici a riemergere.


È così che smetti di subire la vita e inizi finalmente a generarla

Ma per iniziare questo cambiamento, serve fermarsi un istante. ​Se oggi dovessi spogliarti di ogni etichetta e dovessi scegliere tre valori che definiscono la tua anima autentica e più vera, quali sarebbero? E, guardando con onestà alla tua quotidianità, quanto spazio occupano realmente?


​A volte la vita non è confusa perché è complicata in sé, lo è perché ci siamo allontanatə così tanto da noi stessə da non riconoscere più la nostra stessa voce. E forse il punto non è affannarsi a cercare nuove risposte all'esterno, ma avere il coraggio di smettere di vivere quelle che non ci appartengono.


Se senti che dentro di te c’è qualcosa che preme per essere visto, compreso e portato alla luce, sappi che esistono spazi sacri in cui questo ritorno a casa può accadere davvero. Perché tornare a sé stessə non è solo una comprensione mentale:


È un’esperienza da vivere!



Nota di redazione: i segnali del corpo

Se senti il desiderio di osservarti in modo ancora più concreto, puoi iniziare ad ascoltare anche il linguaggio del tuo corpo attraverso questi segnali ricorrenti:

  • ​Fame d'aria o oppressione al petto: spesso è il richiamo di una libertà soffocata da troppi vincoli.

  • ​Bruciore di stomaco o acidità: quando senti che il tuo bisogno di rispetto viene tradito e fatichi a "digerire" la situazione.

  • Tensione alla mascella o denti stretti: il segnale di una giustizia violata che genera una rabbia trattenuta.

  • Stanchezza cronica o sonnolenza improvvisa: quando reciti un copione che prosciuga la tua autenticità.

  • Senso di vuoto o "nodo" alla gola: la reazione del sistema alla mancanza di coerenza tra ciò che senti e ciò che fai.

  • Sudorazione fredda o tachicardia: il peso di una mancanza di onestà (anche verso te stessə) che attiva l'allerta interna.

  • ​Senso di freddo fisico o isolamento: quando il valore della condivisione viene meno e ci si sente scollegatə dagli altri.


​Questi segnali non vanno temuti, ma ascoltati perchè possono diventare una bussola per tornare a te.


Nota dell'autrice: questi indicatori non sono casuali, ma sono stati documentati da decenni nell'ambito della psicosomatica e della PNL (Programmazione Neuro-Linguistica) come manifestazioni fisiche di conflitti interiori. Autori come Richard Bandler o ricercatori nell'ambito della metamedicina hanno evidenziato come il corpo agisca da specchio fedele dei nostri valori violati.


Per chi cerca strumenti di risveglio e consapevolezza: #ilprontosoccorsodellanima

 
 
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