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Il dono nascosto nelle difficoltà

  • Immagine del redattore: Alessia Notari
    Alessia Notari
  • 15 nov 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Il mondo è qui per farti fare esperienza di tutto ciò che va storto. In quei momenti entriamo in contatto con la 'vasta spaziosità', come la chiama Eckhart Tolle, il luogo interiore dove risiede la nostra consapevolezza più profonda.


A volte la vita prende direzioni inattese. Ti ritrovi nel mezzo di una strada che non avevi scelto, e tutto ciò che sembrava stabile improvvisamente si muove, cambia forma, sfugge al controllo. È in quegli attimi di smarrimento che nasce la tentazione di resistere, di opporsi, di chiedersi “perché”. Ma proprio lì, dove nulla sembra andare come vorremmo, può rivelarsi la nostra più grande opportunità di risveglio.


Eckhart Tolle ci ricorda che accettare il momento presente così com’è - senza giudizio, senza lotta - è la soglia della pace interiore. Accettare non vuol dire arrendersi o approvare ciò che accade, ma smettere di combatterlo. Quando lasciamo cadere la resistenza, scopriamo che il dolore si alleggerisce, e la vita riprende a fluire da sola, con la sua intelligenza misteriosa. In questi momenti, entriamo in contatto con quella “vasta spaziosità” che Tolle descrive: uno spazio interiore ampio e silenzioso dove possiamo percepire la nostra presenza più autentica, dove possiamo respirare senza essere travolti dagli eventi.


Anche Marco Aurelio, oltre duemila anni fa, ci invitava ad “amare ciò che accade, perché è tessuto con il filo del nostro destino”. È una saggezza antica, semplice e rivoluzionaria: tutto ciò che ci raggiunge ha un senso, anche se non lo comprendiamo subito. Ogni perdita, ogni imprevisto, ogni ritardo ci mostra un punto cieco dentro di noi, un luogo dove ancora vogliamo decidere, forzare, controllare.


Le situazioni che ci piacciono di meno sono spesso le più preziose. Ci costringono a fermarci, a respirare, ad ascoltare ciò che accade davvero dentro di noi. Non è la realtà esterna a ferirci, ma la nostra resistenza a ciò che è. E quando, anche solo per un istante, smettiamo di voler cambiare la vita e iniziamo a permetterle di svelarsi, allora qualcosa si apre. Non fuori, ma dentro.


Accettare non significa smettere di agire, ma scegliere di agire da uno spazio più profondo. Non più per paura, rabbia o urgenza, ma da una quiete che osserva e comprende. È in quella quiete che nasce la vera presenza, quella che non cerca di aggiustare il mondo, ma di abitarlo pienamente.


La vita si svela un frammento alla volta, e ogni esperienza, anche la più scomoda, ci conduce a conoscere una parte di noi che avevamo dimenticato. Quando le cose si complicano, non siamo puniti: siamo chiamati a risvegliarci. A guardare con occhi nuovi, a fidarci, a lasciare che l’esistenza faccia il suo corso.


Laddove incontriamo difficoltà, la vita ci invita a un incontro più intimo con noi stessi. Nel cuore della tempesta possiamo imparare a dire: “Va bene così, anche questo fa parte del mio cammino”. E da quella resa non nasce debolezza, ma forza. È lì che la consapevolezza germoglia, e la pace comincia a respirare in noi.


In un passo fondamentale Tolle afferma:


"Surrender is the simple but profound wisdom of yielding to

rather than opposing the flow of life"

“Arrendersi è la semplice ma profonda saggezza nel cedere

piuttosto che opporsi al flusso della vita”


Questo ci richiama nuovamente all'essenza del nostro cammino: nel momento in cui smettiamo di resistere alla vita e ci apriamo al suo flusso, accediamo alla coscienza più ampia, alla “vasta spaziosità” che ogni difficoltà ci offre come invito ed apertura.


Il Mistero della Resa

Mi arrendo.

Nel silenzio del dolore

emerge la Verità che avevo dimenticato.

Svelami la tua Essenza.

Accetto il tuo Dono.

Tocco la mia Anima.

(Alessia Notari)


Per chi cerca strumenti di risveglio e consapevolezza: #ilprontosoccorsodellanima


 
 
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